
In Italia
Ente capofila
ICS - Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo
Piazza Basile 19, 15100 Alessandria, Italia
Tel. +39 0131 232640 Fax +39 0131 235497
www.icsal.it - icsal@tin.it
L’Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo (ICS) è un consorzio di enti locali, costituito nel 1988 secondo la legge 49/87, a cui partecipano la Provincia di Alessandria ed i Comuni di Alessandria, Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure, Ovada e Valenza. L’ICS rappresenta l’espressione della volontà politica degli enti locali di destinare delle risorse alla cooperazione, all’educazione interculturale, all’accoglienza dei cittadini stranieri.
L’Istituto opera in due principali direzioni:
- progetta e realizza degli interventi di cooperazione internazionale
- promuove la cultura della cooperazione, della pace e dell’antirazzismo attraverso la formazione degli insegnanti, gli interventi educativi e le iniziative editoriali.
Tutte queste attività sono direttamente finanziate dall’ICS o co-finanziate dalla Regione Piemonte, dalla Commissione Europea, dagli enti locali, da donatori privati.
CAMPI DI ATTIVITÀ DELL’ICS:
- Progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo
- Educazione interculturale e all’antirazzismo
- Sportello per l’accoglienza degli alunni stranieri nella scuola
- Centro di documentazione
GLI ORGANI DEL CONSORZIO
Assemblea
Presidente: Piercarlo Fabbio, Sindaco del Comune di Alessandria
Paolo Filippi, Presidente della Provincia di Alessandria
Silvia Sacco, Assessore del Comune di Castelnuovo Scrivia
Ippolito Negro, Assessore del Comune di Novi Ligure
Andrea Oddone, Sindaco del Comune di Ovada
Roberto Quagliotto, Consigliere del Comune di Valenza
Consiglio di Amministrazione
Presidente: Ivana Stefani
Giulio Masoni
Carlo Vergagni
Direttore
Barbara Laveggio
Collegio dei Revisori dei Conti
Presidente: Roberto Persi
Fabio Scarsi
Roberta Zanelli
COMUNE DI OSNAGO
Via Rimembranze 3, 23875 Osnago (LC)
tel 039952991
www.comune.osnago.lc.it
Il Comune di Osnago è un piccolo centro in provincia di Lecco che da anni si è dimostrato interessato a varie iniziative concernenti l’Afghanistan (dibattiti, attività di sensibilizzazione nelle scuole, raccolte fondi a favore di micro-progetti). Il coinvolgimento all’interno del presente progetto vuole offrire la possibilità per organizzare varie attività di sensibilizzazione di più ampio respiro sul territorio locale, dedicate alle donne dell’Afghanistan.
Di particolare interesse per il presente intervento risulta essere la presenza a Osnago di un Archivio Storico Multimediale: la Biblioteca Comunale di Osnago in collaborazione con le associazioni locali ha dato vita, negli ultimi anni, ad una serie d’iniziative finalizzate alla ricostruzione di una memoria storica legata alla quotidianità vissuta durante i diversi eventi del XX secolo.
L’analisi di questa e altre esperienze simili possono essere di grande utilità per riprodurre le attività nel contesto afgano.
COMUNE DI PIEVE EMANUELE
Via Viquarterio 1 CAP 20090 Pieve Emanuele (MI)
Tel. 02/907881 Fax 02/90788208
www.comune.pieveemanuele.mi.it
Da molti anni il Comune di Pieve è impegnato in numerosi progetti di cooperazione internazionale attraverso associazioni e cooperative impegnate nelle parti del mondo in difficoltà.
Con un contributo all’associazione Mani Tese il Comune di Pieve ha partecipato alla costruzione di un pozzo e di una scuola elementare in Burkina faso.
Sempre avvalendosi della collaborazione di Mani Tese e dell’associazione Ya basta l’amministrazione comunale ha avviato una serie di progetti con il Chiapas dopo aver stipulato un patto di gemellaggio con il municipio autonomo di San Pedro a Pholò.
I progetti attivati e in attivazione sono stati proposti direttamente dalla comunità indigena in relazione ai bisogni espressi direttamente in Chiapas durante le visite dell’assessore alla cultura e partecipazione Salvatore Amura nel 2003 e del Vicesindaco Raffaele Vampa nel settembre 2005.
Nel 2003 la giunta ha aderito al progetto “Rousseau verso Shu’fat”, nato dall’iniziativa della cooperativa Russeau che si proponeva l’educazione e la formazione di operatori e animatori di bambini e ragazzi per il campo profuioghi Shu fat in Palestina.
Le fasi del contributo sono state tre:
- contributo economico
- organizzazione di work shop per gli educatori palestinesi a Pieve
- partecipazione dell’assessore alla Pace e Cooperazione al viaggio in Palestina.
In attivazione da quest’anno la collaborazione ad un progetto per l’educazione delle donne in Afghanistan, e il contributo per la costruzione di un ambulatorio medico in Kurdistan.
ASSOCIAZIONE CHICO MENDES ONLUS
C.so Lodi, 47 - 20139 Milano
Tel. 0254107745 Fax 0254130454
www.chicomendes.it
L'associazione nasce con l’intento di affiancare la Cooperativa Chico Mendes nelle attività di raccolta fondi, cooperazione internazionale ed educazione alla mondialità.
La cooperativa Chico Mendes è un'organizzazione senza fine di lucro che ha come obiettivo la promozione di un'economia solidale. Attraverso il commercio equo con il Sud del mondo, la finanza solidale e numerose attività educative e culturali, si propone di creare e diffondere scambi economici che mettono al centro la dignità di ogni persona. Fondata nel dicembre del 1990 da un gruppo di studenti, la cooperativa ha avuto una crescita rapida e costante, in sintonia con lo sviluppo di tutto il movimento del commercio equo e solidale italiano. Attualmente ha circa duemila soci e, grazie al sostegno dei soci lavoratori e di numerosi volontari, gestisce dieci botteghe Altromercato a Milano e dintorni e il circolo culturale Chicobar; promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione; propone interventi educativi nelle scuole; sviluppa progetti di cooperazione con i produttori del Sud del mondo e proposte di turismo responsabile.
La cooperativa Chico Mendes sin dalle sue origini è socia del consorzio Ctm altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo in Italia.
È membro dell'Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale e di Ifat, International Federation of Alternative Trade.
Il ruolo nel presente intervento è quello di organizzare corsi di formazione sulle tematiche del commercio equo e del microcredito per il personale di HAWCA che lavorerà nello Shelter e nel Centro Culturale.
ASSOCIAZIONE NABA FUTURARIUM - Nuova Accademia di Belle Arti Milano
Via Darwin, 20 - 20143 Milano
Tel. 02 97372.1 Fax 02 97372280
www.naba.it
NABA è un'Accademia di formazione in arti e design, legalmente riconosciuta, istituita nel 1980 da un gruppo di artisti, tra i quali Guido Ballo, Gianni Colombo, Lucio Del Pezzo, Emilio Isgrò, Tito Varisco, Luigi Veronesi, con l'obiettivo di contestare la rigidità della tradizione accademica e introdurre visioni e linguaggi piu' vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell'arte e delle professioni creative.
La formazione NABA integra le discipline canoniche della rappresentazione visuale, le pratiche digitali contemporanee e la cultura critica e progettuale del design italiano. Fondamento della sua filosofia formativa è l'arte applicata al progetto, sintesi di sensibilità creativa, sapere critico-metodologico e saper fare tecnico-manuale. I percorsi formativi NABA adottano una metodologia interdisciplinare, finalizzata allo sviluppo di competenze e profili artistico-professionali nei campi dell'arte, design, moda, media e grafica. Questo approccio e' frutto di una sperimentazione costante, di una forte vocazione alla ricerca e alla relazione con il contesto artistico e produttivo, e di un'attenzione alla dimensione etica della formazione. NABA rilascia diplomi triennali di primo livello (BA) in Arti Visive, Design, Fashion and Textile Design, Graphic Design and Art Direction, Media Design e Scenografia. Dal gennaio 2007 sono stati attivati master e bienni di specializzazione in: Animazione 3d, Art Direction, Arti Visive, Fotografia.
NabaFuturarium è una nuova sezione della Nuova Accademia formata da professionisti che relazionandosi con professori e studenti avrà il compito di organizzare eventi, progetti speciali, mostre, manifestazioni e coordinare una serie di iniziative e collaborazioni che coinvolgeranno tutte le scuole all'interno dell'Accademia. L'obbiettivo di NabaFuturarium è anche quello di creare delle collaborazioni culturali che permettano agli studenti di entrare nel mondo del lavoro ancora all'interno dell'accademia, in un ambiente che già conoscono e con i loro docenti.
ASSOCIAZIONE PER UNA LIBERA UNIVERSITÀ DELLE DONNE - ONLUS
Corso di Porta Nuova, 32 - 20121 Milano
www.universitadelledonne.it
L’Associazione per una Libera Università delle Donne - Onlus nasce nel 1987 come frutto di un’intensa e proficua relazione tra alcune femministe che avevano insegnato nei corsi 150 ore per sole donne, e alcune donne appartenenti al vasto movimento di quegli anni, che, nei Centri-donna, nei Consultori per la salute della donna, nelle Biblioteche di zona, aveva dato vita a momenti permanenti e autonomi di riflessione e attività. Tra le finalità generali dell’Associazione sancite dallo statuto c’è anche quella anche quella formativa, perché alcuni corsi possano essere riconosciuti a livello istituzionale come momento di formazione delle insegnanti. In questo contesto nasce anche il primo progetto di formazione di mediatrici culturali, promosso dalle donne che avrebbero poi dato vita all’associazione autonoma Crinali.
L’Associazione per una libera università delle donne, di cui è presidente Anita Sonego, si regge sul lavoro volontario e sulle quote associative di più di 100 socie, oltre che su modesti contributi delle istituzioni pubbliche.
Pubblica un Notiziario che esce due volte l’anno e le dispense dei corsi/seminari.
Negli ultimi anni si è data un sito Internet www.universitadelledonne.it con una versione in inglese, continuamente aggiornato e capace di diffondere informazioni sia sull’attività della Libera Università che su quella di gruppi affini a livello nazionale e internazionale.
CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE DI MILANO
Via Piacenza, 14 - 20135 Milano
Tel. 02- 55015519 Fax 02-55019609
www.cadmi.org - cadmmi@tin.it
La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate inizia la sua attività nel 1986 con lo
scopo di costruire un luogo di ascolto e di aiuto per donne in difficoltà a causa di
violenza domestica fisica, psicologica e sessuale.
Nel corso degli anni si sviluppa una relazione importante con donne di tutte le età e
condizioni sociali che mette in luce un fenomeno sottovalutato e poco conosciuto:
la violenza all'interno della famiglia da parte di mariti, conviventi, fidanzati ed anche di
altri familiari.
La metodologia sviluppata e diffusa da CADM in tutta Italia e tramite progetti europei
mette la donna che subisce violenza al centro della sua storia e delle decisioni per
allontanarsi dalla violenza, elabora un forma di consulenza che è fatta di sostegno e
valorizzazione ed utilizza molti strumenti.
Il progetto costruito con la donna in disagio si sviluppa fino ad arrivare alla fondazione di case di ospitalità temporanea per rispondere alle emergenze più gravi, ma anche per sperimentare una modalità diversa di affrontare la violenza e di vivere fra donne.
L'obiettivo è il superamento del trauma subito e la costruzione di nuove possibilità di
vita, la riscoperta delle proprie risorse e capacità.
Dalle donne adulte alle giovani donne il percorso è naturale e si struttura così il
progetto "Uscire dal Deserto" una strada lunga ed a volte tortuosa per dare spazio alla sofferenza delle ragazze che subiscono abusi sessuali in famiglia. Spesso dai parenti più stretti.
Migliaia di donne si sono rivolte a CADM, centinaia sono state ospitate con i loro figli,
da questa esperienza nasce un modo di intendere il trauma della violenza che non fa
delle donne soltanto delle vittime, ma le protagoniste di un nuovo sapere.
In relazione con moltissime volontarie che hanno vissuto la nascita e lo sviluppo del
progetto della CADM, le donne maltrattate ci parlano e ci indicano i tempi più
importanti della nostra ricerca: uscire dalla dipendenza, misurarsi con le responsabilità, con la propria storia e con quella degli uomini che fanno violenza,
riconoscere i danni subiti e trasformare la sofferenza in esperienza. Ritrovare le reti
familiari positive, sostenere e comprendere la sofferenza dei propri figli.
La Casa delle Donne Maltrattate continua la propria strada alla ricerca di modi nuovi e veri per aiutare le donne e per attuare la pratica della relazione fra donne: motore e
stimolo di ogni evento formativo, di ricerca, di divulgazione e promozione di nuove
metodologie.
CISDA (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus)
Via dei Transiti, 1 - 20127 Milano
http://www.ecn.org/reds/donne/coordrawa/ - cisda@tiscali.it
Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus, è il risultato e la sintesi del lavoro di alcune associazioni e gruppi italiani che da anni operano a favore dei diritti delle donne e della dignità della persona contro tutti i fondamentalismi e le guerre.
Finalità del Coordinamento sono:
- Mantenere viva l’attenzione sulla difficile e precaria situazione dell’Afghanistan.
- Far conoscere e affiancare alcune associazioni di donne afghane impegnate nell’attuazione di progetti volti a realizzare, nell’ambito dell’esistenza quotidiana, il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute, per tutti, e in particolare per le donne che il sopravvivere di una mentalità patriarcale inferiorizza ed esclude dalla sfera pubblica dell’agire politico, privando l’intero paese del contributo femminile alla costruzione di un futuro di pace e di democrazia.
- Promuovere quel tipo di collaborazione orizzontale, che, essendo capace di accogliere i bisogni dell’altro/altra, non crea dipendenza in quanto “lascia essere” le donne afghane protagoniste del loro cammino di emancipazione e di liberazione.
FONDAZIONE BADARACCO
Corso di Porta Nuova, 32 20121 Milano
Tel e Fax 02-29005987
www.fondazionebadaracco.it - fondbadaracco@mclink.it
La Fondazione Elvira Badaracco è nata nel 1994 dalla trasformazione istituzionale del Centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia con lo scopo di promuovere lo studio della cultura e dell’esperienza politica e sociale delle donne, con una specifica attenzione alla storia del femminismo e dell’associazionismo femminile.
La Fondazione si pone l’obiettivo di incrementare lo studio della realtà complessiva delle donne e di attivare ulteriori settori di approfondimento definiti nell’ambito della pianificazione delle proprie attività. In questa direzione, accanto all’accrescimento del patrimonio politico e culturale ereditato, la Fondazione riconosce l’opportunità di valorizzare tutte le forme di lavoro delle donne ricomponendo i due elementi, esperienza politica e professionalità, che hanno messo in crisi, nel corso degli ultimi anni, gli assetti metodologici e disciplinari.
L’attività della Fondazione si pone in continuità con l’esperienza del Centro studi storici, nella prospettiva di valorizzare e di incrementare i settori di lavoro già consolidati:
- la conservazione e la valorizzazione di fondi archivistici attinenti alla storia delle donne;
- la costruzione e la valorizzazione di una biblioteca specializzata sulla riflessione politica e culturale delle donne;
- la ricerca sui grandi temi della storia delle donne.
Accanto alla finalità di potenziare il patrimonio politico e culturale ereditato dal Centro, la Fondazione è attiva in molteplici attività:
- la promozione di ricerche articolate in tutti i settori di indagine inerenti allo studio della cultura e dell’esperienza politica delle donne;
- la conservazione, l’incremento e l’organizzazione dei fondi archivistici e della biblioteca specializzata;
- l’elaborazione dei criteri e delle metodologie di trattamento e di fruizione dei fondi archivistici e bibliotecari;
- l’apertura e la pratica di scambi culturali con centri, archivi e biblioteche che abbiano scopi analoghi a quelli della Fondazione, nonché con università, enti pubblici e privati, associazioni e istituti nazionali e internazionali;
- l’istituzione di borse di studio e premi a favore di studiose impegnate nei campi di indagine della Fondazione;
- l’organizzazione di convegni, seminari, dibattiti e conferenze;
- la partecipazione a Reti e base dati nazionali e internazionali;
- l’istituzione di corsi di aggiornamento e di formazione per insegnanti, archiviste, bibliotecarie e, in generale, donne interessate alle attività della Fondazione;
- la pubblicazione, all’interno di studi, di testi e materiali frutto dell’attività della Fondazione stessa.
STUDIO AZZURRO
Via Procaccini,4 c/oLa Fabbrica del Vapore - 20154 Milano
www.studioazzurro.com - studioazzurro@studioazzurro.com
Studio Azzurro è un ambito di ricerca artistica, che si esprime con i linguaggi delle nuove tecnologie. E’ stato fondato nel 1982 da Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (arti visive e cinema) e Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione). Nel 1995 si è unito al gruppo Stefano Roveda, esperto in sistemi interattivi.
Da più di venti anni, Studio Azzurro indaga le possibilità poetiche ed espressive di questi mezzi che così tanto incidono nelle relazioni di questa epoca. Attraverso videoambienti, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali e film, ha segnato un percorso che è riconosciuto in tutto il mondo, da numerose e importanti manifestazioni artistiche e teatrali. Oltre che in opere sperimentali, l’attività del gruppo si lega ad esperienze più divulgative come la progettazione di musei e di esposizioni tematiche, di riconosciuto valore culturale. In entrambi i casi, ha tentato di costruire un contesto comunicativo che veda una attiva e significativa partecipazione dello spettatore all’interno di un impianto narrativo, ispirato a una multitestualità e ad una continua oscillazione tra elementi reali e virtuali.
in Afghanistan
Controparte Locale
HAWCA (Humanitarian Association for the Women and Children of Afghanistan)
Main Office, Lane 1, Behind MoWA, Shirpoor, Shar-e-Now, Dist. 10 - Kabul, Afghanistan
Mobile No. 0093 799308864 - 7027703
www.hawca.org - hawca@hawca.org
E’ una organizzazione non governati¬va e no-profit, che opera sia all'interno dell'Afghanistan sia nei campi profughi del Pakistan. Il suo intervento è rivol¬to al miglioramento delle condizioni di vita delle donne e dei bambini afghani, che persegue sostenendo le famiglie più bisognose e fornendo servizi scolastici, medici e psi¬cologici (attraverso unità ambulatoriali e mediche mobili).
Hawca fu fondata nel 1999 da un gruppo di giova¬ni afghani, il cui impegno nel campo umanitario è tuttavia più che ventennale; è dagli inizi degli anni Ottanta, infatti, che i membri di Hawca sono attivi all'interno dell'Afghani¬stan e in Pakistan, sia con iniziative autonome, sia collaborando ai progetti di organizzazioni non governative nazio¬nali e internazionali. L'organizzazione nacque per dare un coordinamento alle varie attività, utiliz¬zando più efficacemente le risorse umane ed economiche disponibili.
Hawca opera affinché le divisioni etniche, politi¬che o religiose cessino di essere fonte di sofferenza per la popolazione afghana e condanna qualsiasi tipo di discri¬minazione, a cominciare da quella sessuale. Per Hawca la partecipazione delle donne alla vita sociale e alla ricostru¬zione del paese è di primaria importanza.
Ma perché le donne afghane riescano a uscire dal¬l'isolamento nel quale sono state costrette dalla lunghissi¬ma guerra civile e dall'affermarsi di una cultura oscuran¬tista e segregazionista, occorre che esse vedano garantiti alcuni fondamentali diritti: l'istruzione innanzitutto, per sé e per i propri figli, e l'autonomia economica, per poter provvedere al mantenimento e alla salute propri e dei propri figli.
Per questa ragione in questi anni i membri di Haw¬ca hanno promosso, dentro e fuori del paese, spesso clan¬destinamente e a rischio della libertà e della vita, corsi di alfabetizzazione, di taglio o di cucito, di ricamo o di tessi¬tura di tappeti rivolti esclusivamente alle donne.
Oggi l'attività di Hawca si è rafforzata e il suo campo di intervento si è esteso all'apertura e alla gestione di orfanotrofi e di scuole elementari, ritenendo altrettanto importante assicurare a tutti i bambini - che di questo lunghissimo periodo di guerre sono stati, insieme alle donne, le principali vittime - i diritti più elementari.
Per il suo impegno umanitario, Hawca ha ottenuto in questi anni riconoscimenti da diverse istituzioni, tra cui Amnesty International Italia, le municipalità di Madrid e di Arganda (Spagna), la Fondazione Sabino Arana dei Paesi Baschi.
MINISTERO DEGLI AFFARI FEMMINILI
www.mowa.gov.af
UNIVERSITÀ DI KABUL
www.ku.edu.af/
AMBASCIATA D’ITALIA A KABUL
www.ambkabul.esteri.it/Ambasciata_Kabul


